25 mar. - LAVORO, Eurallumina, salta accordo per cassa integrazione
Prima i dettagli sul piano di salvataggio dell'Eurallumina di Portovesme, poi l'accordo sulla cassa integrazione. I sindacati hanno posto condizioni chiare nell'incontro con i vertici dell'azienda: un presidio di lavoratori deve rimanere in fabbrica per tenere in efficienza gli impianti che, in caso di fermo prolungato, sarebbero impossibili da riavviare. La cassa integrazione per gli operai dell'Eurallumina dovrebbero scattare dal 1 di aprile. Il tutto mentre rischia la chiusura anche lo stabilimento della Rockwool, che produce lana di roccia nella zona industriale di Iglesias, la terza fabbrica, dopo Otefal ed Eurallumina ad un passo dal baratro.
La direzione della azienda, che fa capo a una multinazionale danese, ha manifestato l'intenzione di chiudere la fabbrica sarda per questioni legate al mercato. Una grande parte della produzione è rimasta nei piazzali davanti ai capannoni di Sa Stoia e stando a quando sostenuto dai vertici dell'azienda lo stabilimento sardo sarebbe quello con i maggiori costi di produzione. Nella Rockwool di Iglesias ci sono 120 dipendenti, di cui novanta erano già in cassa integrazione. I sindacati, dal canto loro, contestano le intenzioni della proprietà: in Croazia, secondo i rappresentanti dei lavoratori la Rockwool avrebbe iniziato a costruire uno stabilimento da 150 mila tonnellate di produzione all'anno, cinque volte di più di quanto garantito dallo stabilimento sardo. (mg) (admaioramedia.it)
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