12 mar. - CAGLIARI, Verdi, un comitato contro le centrali nucleari
Un comitato per sensibilizzare i sardi sulle conseguenze di un eventuale ritorno del nucleare.
L'iniziativa è della federazione dei Verdi di Cagliari. Secondo i Verdi, la costruzione di una delle quattro centrali previste dal Governo comprometterebbe "la forte specificità ambientale della Sardegna, resa luogo ideale dalle sue caratteristiche di scarsa densità demografica e basso rischio sismico. Costruire centrali nucleari ha costi molto elevati (oltre cinque miliardi di euro l'una) che gravano sulle nostre finanze e richiedono tempi di realizzazione molto lunghi (circa 10 anni)". Secondo i Verdi, l'energia prodotta dalle centrali nucleari avrebbe un costo maggiore di quella ottenuta da fonti rinnovabili, senza contare i problemi di sicurezza: "In questi anni ci sono stati tanti incidenti che spesso sono stati tenuti nascosti - spiegano i Verdi di Cagliari - la radioattività è una delle cause dell'aumento di leucemie e tumori. Le centrali danneggerebbero irrimediabilmente l'immagine della Sardegna come meta turistica e porrebbero enormi problemi per lo smaltimento delle scorie. Inoltre, sono impianti che richiedono enormi quantità d'acqua, un bene sempre più prezioso". "Il nucleare civile - conclude la nota della federazione cagliaritana dei Verdi - è legato a quello militare ed espone il mondo a rischi di proliferazione delle armi nucleari e al terrorismo. E' un modello che richiede sistemi di gestione autoritari, centralizzati e antidemocratici. Non a caso le centrali nucleari civili vengono considerate alla stregua di siti militari. L'uranio che serve per le centrali, infine, è una risorsa in via di esaurimento (ci sarà solo fino al 2050), costa moltissimo e richiede molta energia per estrarlo". (mg) (admaioramedia.it)
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