4 feb. - SILIUS, Recuperato il castello di Sassai

Per secoli è rimasto sepolto da una fittissima vegetazione e da una montagna di terra. Il Comune di Silius lo ha recuperato ed ora fa parte dei cosidetti "Tesori d’Italia". Il castello di Sassai dopo una decina di anni fra scavi e opere di restauro è stato riportato alla luce e presto sarà affidato in gestione per favorire la sua valorizzazione turistica all’interno di un itineratio fra gli altri "tesori" del Gerrei. Costruito dai pisani nel 12esimo secolo, nel 1353 fu attaccato dai partigiani di Mariano d'Arborea, durante la guerra contro gli Aragonesi. Una volta occupato, fu distrutto. Giovanni Francesco Fara, studioso dell'Ottocento, afferma che i sardi che assediarono il castello erano quasi tutti cagliaritani, partigiani del Giudice d'Arborea. La leggenda narra che, mentre la castellana di Sassai tesseva con il suo telaio d'oro, i nemici penetrarono nel castello e le fecero cadere le volte sulla testa uccidendola. Tra storia e legenda, il castello è ora tornato al suo antico splendore.«E' un'importante occasione», dice il sindaco Giuseppe Erriu, «per valorizzare il patrimonio archeologico e storico del territorio. Un primo battesimo il castello lo ha avuto lo scorso anno attraverso le giornate europee del patrimonio. Alla riscoperta di quei percorsi che da secoli affascinano viaggiatori e turisti di tutto il mondo e rappresentano ancora oggi una straordinaria opportunità per esplorare e conoscere meglio il Belpaese e i suoi inimitabili tesori artistici.
«E’ stato un successo - dice il sindaco Erriu. Il nostro, è un monemento di straordinario interesse sul quale puntiamo per rilanciare il turismo interno. Una sfida da portare avanti assieme agli altri Comuni del Gerrei.
Tra i siti più interessanti il Museo etnografico Sa domu de is Ainas, la Casa del fabbro e il Nuraghe di Armungia, il pozzo sacro “Funtana Crobetta” e le piscine naturali Corru 'e Arenas a Ballao. E poi, l'area archeologica Pranu Muttedu, il nuraghe di Goni e l'area paleontologica Su Peinconi. Ma c’è anche la sfida di San Basilio che punta a recuperare le terme romane e la chiesetta di San Sebastiano di cui oggi si conservano solo i ruderi. Nei giorni scorsi, c’è stata festa grande con la riproposizione de "Su foghidoni" e di antiche mestieri e saperi. Proposta anche la cottura de "Su pani con i gerdas" in un forno all’aperto. Tradizioni d’altri tempi che si intende proporre per fare turismo e cultura. (red) (admaioramedia.it)