20 ott. - PORTOTORRES, Blitz di Greenpeace nella centrale di Fiumesanto

Attivisti di Greenpeace sono entrati ieri mattina nella centrale a carbone di Fiume Santo, proprietà di E.ON, per protestare contro i piani di espansione del carbone della Regione Sardegna e chiedere invece di rilanciare l’eolico nell’isola, creando così oltre 7.000 nuovi posti di lavoro entro il 2020. Alcuni uomini di Greenpeace hanno bloccato il nastro trasportatore della centrale, impedendo il rifornimento dell’impianto. “Non è accettabile che le regioni facciano dei piani energetici in contrasto con gli impegni internazionali dell’Italia” afferma Giuseppe Onufrio, direttore delle Campagne di Greenpeace Italia: “La Sardegna deve rivedere la proposta di piano regionale e togliere ogni limite all’eolico. Questa fonte può dare occupazione sicura e pulita in Sardegna. L’ostilità di Soru all’eolico blocca 7.000 posti di lavoro per far spazio al carbone”. La Sardegna è una regione strategica per lo sviluppo dell’eolico in Italia. Nel 2007 la potenza eolica complessiva sull’Isola ha raggiunto i 367 MW, nulla a confronto dei 217 MW e dei 133 MW installati rispettivamente in Puglia e in Sicilia nel solo 2007. A causa del veto del presidente Soru, sono ancora molti i progetti bloccati e permane il limite a 550 MW, con vincolo alle sole aree industriali. (red) (admaioramedia.it)