3 ott. - REGIONE, Referendum, «9 milioni per abrogare legge già in archivio»

Non si placano le polemiche a poche ore dalla chiusura della campagna referendaria in particolare sulla discutibile scelta di spendere 9 milioni di euro per cancellare una legge che è già andata in archivio. Tesi questa che ha ribadito ancora una volta l’assessore regionale dell’Urbanistica, Gian Valerio Sanna. L’esponente della Giunta Soru ha ricordato ancora una volta che la legge salvacoste non ha escluso, né coinvolto i cittadini, in quanto norma che ha provveduto a colmare un vuoto legislativo dopo la cancellazione da parte dello Stato dei 14 piani territoriali paesaggistici. “Quella legge ha avuto l’importante compito di cautelare l’isola per 12 mesi in attesa della predisposizione e approvazione del Piano paesaggistico regionale – questo è stato fatto ha sottolineato Gian Valerio Sanna - e dunque poiché sono decorsi abbondantemente quei 12 mesi a nulla più servirebbe questa regola. Le norme della salvacoste non hanno impedito ma prescritto l’attuazione di uno sviluppo sostenibile del turismo in Sardegna – ha precisato Sanna - se fosse avvenuto il contrario non avremmo avuto bisogno di fare tutto ciò che abbiamo fatto”. Per l’assessore dell’urbanistica la salvacoste non ha generato alcun tipo di speculazione, ma ha fermato tutto indistintamente e salvato soltanto gli interventi che avevano acquisito tutte le autorizzazioni a costruire entro il 10 agosto 2004. Non solo, con qualche specificità anche quelle che erano state avviate ma non completate. (red) (admaioramedia.it)