30 mag. - REGIONE, Medicina penitenziaria ad Asl
“Il passaggio alle aziende sanitarie locali della medicina penitenziaria comporta una serie di problemi relativi all’assistenza dei detenuti. In particolare rischia di determinare una sperequazione di trattamento per gli ammalati, specialmente per quelli che potrebbero accedere alle pene alternative in quanto tossicodipendenti con doppia diagnosi. Bisogna infatti quantificare l’investimento che la Regione intende fare per garantire la collaborazione con le Comunità terapeutiche evitando logiche ragionieristiche improntate al risparmio”. Lo sostiene la consigliera regionale socialista Maria Grazia Caligaris (Partito Socialista) con riferimento al definitivo passaggio avvenuto oggi con la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale del decreto. (red) (admaioramedia.it)
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