7 feb. - REGIONE, Finanziaria, la maggioranza si ricompatta
Approvato anche l’articolo 3 della Finanziaria, che sancisce la riconciliazione della sinistra: 40 i voti a favore, 22 i contrari e 7 gli astenuti. Quanto agli articoli successivi, ha precisato tuttavia l’on. Cugini (Sinistra autonomista) “non dipenderà da noi”. Segnale diretto alla giunta. Astenuti i socialisti e l’Udeur, che restano in attesa di risposte (in particolare il fondo per i nuovi oneri legislativi). In avvio di seduta due emendamenti orali hanno consentito di mettere un limite alle short list, altro argomento spinoso, che il Consiglio aveva esaminato qualche tempo fa in seguito a una mozione del centrodestra. Rimbalza in aula una dichiarazione del presidente Soru che sdrammatizza la crisi politica, riferendosi alla giornataccia di ieri, e addossa ai giornali l’enfasi di una situazione sempre (a suo dire) sotto controllo. Resta l’emergenza, commenta l’on. Caligaris (Sdi), se, in risposta ai lavori della Finanziaria, i sindacati scendono in piazza (sit-in previsto domani e sottolineano il mancato confronto sul personale, i cui problemi (lo dice l’on. Vargiu, Riformatori) non possono essere liquidati con commi o emendamenti, “nella estemporaneità della Finanziaria”. Molte norme dovrebbero considerarsi intruse, dal momento che la Finanziaria non può contenere provvedimenti con valore di legge destinati a durare nel tempo. Tuttavia il capogruppo del Pd, on. Marrocu, invita a votare a favore dell’articolo 3, apprezzando il lavoro svolto in commissione e in aula. Tuttavia, “meno si parla di personale e più si affidano i problemi alla contrattazione, meglio è”.
(red) (admaioramedia.it)
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