20 dic. - CAGLIARI, «La Messa anche in lingua sarda»
«Il presidente della Provincia Graziano Milia rappresenti all’Arcivescovo Giuseppe Mani il disagio dei cittadini e dei fedeli che sabato scorso, radunati nella chiesa del Santo Sepolcro, non hanno potuto assistere alla celebrazione della messa in sardo e chieda alla Conferenza episcopale sarda di inoltrare alla Santa Sede una richiesta formale per il rito della liturgia in lingua sarda». Lo chiede, in un’interrogazione presentata nell’ultima seduta del consiglio, Ignazio Congiu (DS) che, prendendo spunto dal biglietto di auguri natalizio che l’Arcivescovo di Cagliari ha inviato a tutti i consiglieri provinciali, ha rilevato che per formulare gli auguri di Natale Monsignor Mani ha fatto ricorso alla cultura pastorale sarda e all’episodio di un agnello di pochi giorni che viene rivestito con la pelliccia di un agnellino morto nel parto perché ogni pecora allatta soltanto il proprio agnello. In questo modo si salvano due vite: quella dell’agnellino e quella della pecora che rischiava di morire se non gli veniva succhiato il latte.
«I valori della cultura sarda – ha detto Congiu ricordando le qualità e le doti di Don Mario Cugusi, il prete che non ha potuto celebrare la messa in sardo – devono essere mutuati in positivo. Non si può impedire la celebrazione della messa in sardo anche per il precedente del 28 Aprile scorso con la messa celebrata in lingua sarda in occasione di Sa die de sa Sardigna». (red) (admaioramedia.it)
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