21 nov. - EVENTI, Festa dell'olio nel fine settimana

Festa dell’olio sabato e domenica in Sardegna. Sono 15 i frantoi che in Sardegna hanno aderito alla proposta della Comunità europea per presentare l’olio Dop, di Denominazione di origine protetta, sinonimo di qualità e di garanzia. Alla manifestazione hanno aderito in provincia di Cagliari, gli oleifici dei Fratelli Serreli di Sinnai, Argiolas di Serdiana e Locci di Dolianova. Impianti aperti alle visite anche negli impianti San Marco e Antica compagnia olearia di Alghero, dell’Agricor di Bonarcado, dei Fratelli Loi e Atzori e della Casa dell’oliva di Cabras. E poi ancora gli oleifici dei Fratelli Cadoni di Escolca, dell’Olio Sardegna di Ittiri, Sais e Nicoletta Rubiu di Santadi , Podda di Ussaramanna e dei Fratelli Serra di Villacidro. Gli oleifici col marchio Dop in Sardegna sono 42 su 120 operativi. La manifestazione del Dop, ossia dell’”Olio d’autore” è promossa dall'Unione Europea con l'organizzazione dell'Unaprol e dall’Agea, l’agenzia per l’erogazione in agricoltura. Col Dop, i 42 oleifici promossi garantiscono anche il marchio l'Igp (Indicazione geografica protetta. «In buona sostanza - dice Ignazio Serreli, amministratore dell’oleificio di Sinnai – si garantisce davvero qualità. Si produce l’olio extravergine di oliva a denominazione di origine. Sono gli stessi produttori a presentare domanda di iscrizione al Dop. Saranno poi i tecnici a verificarne la coltivazione, la natura del terreno, la qualità delle olive, i sistemi di lavorazione. Dall'oleificio poi uscirà l'olio con il marchio. Una garanzia di qualità. Quest’anno abbiamo un ottimo prodotto anche se il raccolto è inferiore al 40 per cento rispetto al 2006».
Ed è Dop anche l’oleifcio Argiolas di Serdiana. Nel tempio del vino si produce insomma anche l’olio: 12mila bottiglie di Iolao, l’olio premiato all’Ercole olivario, ha già conquistato il mercato. "Produciamo circa 12mila bottiglie-dice Mariano Murru, tecnico oleario ed esperto degustatore. Un olio che la famiglia Argiolas commercializza con i suoi vini. Stiamo esportando negli Stati Uniti ma anche in Russia. Un prodotto, tipico della dieta mediterranea, che incontra parecchio interesse". L’uliveto degli Argiolas si estende su 45 ettari di terreno. (red) (admaioramedia.it)