5 set. – REGIONE, CentroDestra attacca il Piano paesaggistico

Il centro destra sardo ha attaccato questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, l’approvazione del Piano Paesaggistico regionale, presentandosi compatto e schierando tutti i suoi uomini di punta. Duri i giudizi espressi da Giorgio La Spisa, capogruppo di Forza Italia, sul pericolo di una “Sardegna-museo” che sarà forse consegnata integra alle generazioni future (ma ci sono forti dubbi su alcune “azioni speculative”), trascurando, tuttavia, la generazione attuale, che dovrà fare i conti con un’economia sempre più povera. La totale discrezionalità della Giunta, che si sostanzia nel governatore Soru, “stravolge le norme statutarie e mette il Consiglio fuori dalla porta”, al punto che il coordinatore regionale Udc, Giorgio Oppi, si domanda che cosa ci sta a fare l’assemblea, considerato che tutte le leggi varate da una maggioranza litigiosa, ma sostanzialmente supina al volere del presidente, accentrano potere sul capo dell’esecutivo e impoveriscono il Consiglio anche nelle funzioni di controllo. Il parere della Commissione? “Dovrebbe costituire un vincolo politico” – ha incalzato La Spisa – serve, invece, a Soru per ricevere, sul PPR, il crisma della legalità (è obbligatorio). Si va avanti, perciò, senza conoscere “le regole del gioco” (carta dei livelli) creando una forte dipendenza sulla futura legge urbanistica, mentre dovrebbe avvenire esattamente il contrario. Il capogruppo dei Riformatori Sardi, Pierpaolo Vargiu, ha ricordato le molte assicurazioni date in Consiglio da Soru che il Piano non sarebbe stato approvato se non dopo l’esame consiliare dei necessari allegati. Non c’è fretta, assicurava il governatore che ora vuole inserire il turbo e bisticcia con la maggioranza per l’urgenza di un provvedimento minacciandola “di mandare tutti a casa”.Fretta, ha detto l’on. Farigu (Misto), che si giustifica con un Soru “procuratore dei poteri forti della finanza nazionale e internazionale”, ma che apre “una crisi istituzionale”, del sistema politico sardo, alla quale nuoce la “vaghezza normativa” che concentra i poter sul governatore. I poteri forti si sono, dunque, “impadroniti, grazie a Soru, della Sardegna” e i sardi stanno in castigo; non possono neppure partecipare agli appalti delle grandi opere, ma devono “accontentarsi delle briciole dei subappalti”. Epilogo scontato, ha detto Ignazio Artizzu, capogruppo di An, di un Piano che ha espropriato i Comuni di competenze primarie, nato, come si ricorderà, con l’orologio alla mano (tre minuti ai sindaci per relazionare sui problemi del territorio). Un epilogo che Silvestro Ladu, capogruppo di Fortza Paris, nega la certezza del diritto ed è in grado di assecondare “le intenzioni più speculative”.
“Il centrosinistra – ha detto il sindaco di Cagliarlo, Emilio Floris – va decisamente controcorrente; accentra il potere anziché delegarlo, frena l’azione dei Comuni (ai quali, invece, la Comunità europea affida nuove chances) e indebolisce la loro economia”. Il senatore Mariano Delogu (segretario regionale di An), crede che sia arrivata “la resa dei conti”. Il PPR è importante, ma il litigio quotidiano di Soru con maggioranza e Giunta, che deve piegarsi alla volontà del governatore, altrimenti sono dolori, è un campanello d’allarme che suona da tempo.
Il rimedio sarebbe darsi regole precise di democrazia e di confronto, ma il centrosinistra, ha affermato Michele Cossa, segretario regionale dei Riformatori, è allergica alle regole. Lo strapotere del governatore e le inutili scaramucce della maggioranza diventano “una farsa triste sulla pelle dei sardi”. In questa situazione, come parlare di riforma statutaria? Per Giorgio Massidda, coordinatore di FI, “siamo in piena deriva istituzionale”, con “disfacimento del sistema democratico”, ha concluso Roberto Capelli, Udc. Riconquistare lo stato di diritto diventa un’impresa se anche la libertà intellettuale viene soggiogata dai diktat della politica. Si chiedono, almeno, “rapporti istituzionali corretti”, che, ha detto l’on. Capelli, Soru garantisce in aula, ma nega fuori dall’aula con “forte pregiudizio per lo stato di diritto”. (red) (dmaioramedia.it)

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