12 nov. – CONFINDUSTRIA SARDA, «Bankitalia conferma difficoltà per le nostre imprese»

La Confindustria sarda trova conferma dei dati in suo possesso sullo stato di estrema difficoltà dell’industria regionale, nella nota su “l’Economia della Sardegna nel primo semestre del 2009”, presentata ieri dalla Banca d’Italia.
«Non devono trarre in inganno i segnali di “moderata ripresa” registrati nella domanda nei mesi estivi, – fanno presente gli industriali – come precisato nella nota, “anche nel terzo trimestre si sono ridotti il fatturato e gli investimenti”. E il dato trova conferma nei dati dell’Indagine Rapida condotta dal Centro Studi Confindustria ad ottobre a livello nazionale che testimoniano una stasi dell’attività industriale, prevedendo un possibile recupero soltanto nel primo trimestre 2010».
La nota di Bankitalia consente, secondo Confindustria sarda, soprattutto di sgombrare il campo sul tema del credito e del finanziamento dell’economia. «La Confindustria sarda va affermando da mesi che il sistema produttivo, e in particolare quello industriale, a livello regionale, è stato investito da un sensibile rallentamento del credito bancario, con un inasprimento generale delle condizioni di indebitamento, un peggioramento e incremento del costo dei finanziamenti e una domanda di maggiori garanzie. I dati forniti dalla Banca d’Italia confermano le nostre segnalazioni - continuano gli industriali sardi – ed evidenziano un preoccupante rallentamento dei prestiti alle imprese, proseguito fino ad ottobre, che ha colpito in particolare le piccole e medie imprese e il settore manifatturiero che, più di ogni altro, si è indebolito, segnando addirittura un – 3,1%, ma anche l’industria ricettiva dove si segnala una riduzione nell’ammontare dei finanziamenti».
La Confindustria sarda ritiene che il quadro descritto con precisione dalla Banca d’Italia sia lungi dall’evidenziare segnali di miglioramento. Anzi, proprio sul fronte del credito, «bisogna attendersi un’evoluzione ulteriormente negativa». Pertanto ritiene: «Che tutti i soggetti coinvolti, Regione, banche e imprese, debbano lavorare insieme per cercare di trovare soluzioni di breve periodo alla “modesta” crescita del credito al settore produttivo che, solo in parte, dipende da fattori legati alla congiuntura economica sfavorevole». (cp) (admaioramedia.it)
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