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21 lug. - PORTO TORRES, Arrestato latitante del clan Santapaola
Era appena sbarcato a Porto Torres dalla nave proveniente da Barcellona, Lorenzo Saitta, 34 anni, esponente di spicco del clan mafioso dei Santapaola, latitante dal 2008, quando gli uomini della Guardia di Finanza e della Squadra Mobile di Sassari lo hanno bloccato e arrestato. L’uomo, appartenente alla cellula militare dell’associazione mafiosa catanese, è stato fermato per un controllo dalle Fiamme Gialle mentre saliva su un taxi con la moglie e le due figlie piccole. A tradire il latitante, conosciuto anche col soprannome di ‘u scheletro’, che era in possesso di documenti falsi intestati a Sebastiano Cardillo, il nervosismo della moglie e il ritrovamento nei bagagli di 7800 euro in contanti e di due spinelli. Gli uomini delle Guardia di Finanza, dopo aver scoperto che la donna fermata era Sebastiana Musumeci, 30 anni, di Catania, era la consorte di Saitta, hanno chiesto la collaborazione della Mobile di Sassari. Sebastiana Musumeci era destinataria di un avviso di conclusione indagini per aver portato della droga in carcere al marito durante una detenzione. Da lì alla scoperta della vera identità di Lorenzo Saitta, alias Sebastiano Cardillo, il passo è stato breve. Il latitante aveva intenzione di raggiungere Alghero con la famiglia per poi noleggiare un’auto con cui raggiungere Cagliari, da dove si sarebbe dovuto imbarcare sul traghetto per Palermo. Saitta era ricercato perché destinatario di due provvedimenti restrittivi della Procura di Torino del 2001 per ricettazione, sostituzione di persona e possesso di documenti falsi, e di Catania per violazione della sorveglianza speciale. Il dirigente della Mobile Giusi Stellino e il comandante della tenenza della Guardia di Finanza di Porto Torres, tenente Michele Milazzo hanno spiegato che l’uomo era coinvolto in un’associazione criminale finalizzata al traffico internazionale di armi e droga ed era stato condannato in primo grado a 11 anni e 6 mesi per associazione mafiosa dalla corte d’assise di Catania e sottoposto alle restrizioni del 416 bis. Era stato scarcerato a Catania nel 2006 per l’indulto ed era nel frattempo aveva fatto perdere le proprie tracce, tanto da far pensare di essere stato vittima della ‘lupara bianca’. (mg) (admaioramedia.it)
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