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 18 mar. - ECONOMIA, Confindustria: «Regione selezioni gli interventi»

Finanziaria e bilancio regionale, Confidi e regimi di aiuto, energia, piano paesaggistico regionale, Fondo aree sottoutilizzate, ammortizzatori sociali. Sono queste le priorità indicate da Confindustria Sardegna per affrontare la crisi nell'Isola. Secondo l'associazione degli industriali sardi guidata da Massimo Putzu, occorre ripristinare condizioni ordinarie di gestione delle risorse regionali, approvando entro aprile una manovra finanziaria che, senza perdere di vista l'equilibrio dei conti pubblici, concentri la spesa regionale su pochi e ben selezionati interventi anticrisi, a partire da quelli per favorire l'accesso al credito e la liquidità delle imprese, evitando dispersioni e interventi inefficaci. Ma anche sul fronte del credito, secondo Confindustria, bisogna agire con urgenza: "Appare fondamentale prevedere un intervento straordinario di patrimonializzazione dei Confidi, attraverso il finanziamento dei loro fondi rischi e il recepimento del quadro temporaneo comunitario sugli aiuti di stato per fronteggiare la crisi - si legge in una nota diffusa dagli industriali sardi - Tali misure permetterebbero un miglioramento delle condizioni di accesso al credito da parte delle imprese, in particolare sul fronte degli interessi agevolati e delle garanzie. Sarebbe inoltre possibile assicurare migliori condizioni e procedure semplificate per l'adozione di misure riguardanti il 'de minimis' che verrebbe elevato a 500.000 euro". "Al contempo - proseguono gli industriali sardi - si tratta di prevedere lo smobilizzo dei crediti verso la Pubblica Amministrazione, attraverso un intervento regionale per garanzia e/o sconto crediti, anche attraverso appositi accordi con il sistema bancario regionale. Il progressivo dilatarsi dei tempi di pagamento della Pubblica Amministrazione rischia infatti di gravare sulla liquidità delle imprese, aggravando la loro condizione finanziaria". Ricetta chiara anche sul fronte energetico in cui, secondo Confindustria occorre "accelerare spendita risorse comunitarie 2007-2013, favorendo la loro immissione nel sistema e il sostegno prioritario alla competitività e occupazione, con particolare attenzione agli interventi in campo energetico e ai progetti di ricerca e sviluppo su tematiche strategiche. La crisi della domanda che sta colpendo le grandi industrie localizzate in Sardegna, in particolare nei settori chimico e metallurgico, viene aggravata da un costo dell'energia totalmente disallineato rispetto a quello sostenuto dai principali competitor europei".
Nel mirino degli industriali sardi anche il Piano Paesaggistico Regionale voluto da Renato Soru: "I dati sul valore aggiunto e sull'occupazione del settore delle costruzioni evidenziano chiaramente l'impatto negativo avuto dal PPR - si legge nel documento di Confindustria - La giusta tutela dell'ambiente e del territorio va coniugata opportunamente con il mantenimento di condizioni sostenibili di sviluppo del sistema produttivo e dell'edilizia. Una immediata revisione del Piano paesaggistico regionale, al fine di intervenire sui suoi punti più controversi, unitamente all'approvazione di una Legge urbanistica regionale più coerente con obiettivi di una crescita sostenibile anche sul fronte economico, costituiscono un passo fondamentale per ridare fiato al sistema produttivo regionale". Attenzione puntata anche sulle aree sottoutilizzate: "Lo Stato attraverso il finanziamento delle infrastrutture ha la possibilità di sostenere la domanda - dicono gli industriali - per la Sardegna gioca un ruolo fondamentale il Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas) che, per il periodo 2007-2017, avrebbe dovuto assicurare per l'Isola 2.278 milioni di euro, dei quali ben 1.154 milioni per Infrastrutture e reti di servizio. Eccezion fatta per il potenziamento del trasporto collettivo nelle grandi aree urbane e nonostante le ripetute promesse fatte in campagna elettorale, il Governo nazionale non ha previsto alcun finanziamento per alcuni interventi strategici (a partire dalla Sassari-Olbia). Impegno straordinario per rivendicare l'immediata assegnazione alla Sardegna di risorse Fas almeno pari a 533 milioni". Contro la disoccupazione, infine, secondo Confindustria, servono più ammortizzatori sociali e "interventi straordinari di sostegno al reddito anche a livello regionale, prevedendo risorse aggiuntive per la Cassa integrazione e per gli ammortizzatori in deroga. Ma anche prevedendo contratti di solidarietà e indennità di disoccupazione al fine di ridurre l'impatto sociale della crisi". (mg) (admaioramedia.it)
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