SANITA', Centrodestra: ''Le revoche sono dannose e strumentali''
Un mozione del centro-destra, presentata oggi da alcuni consiglieri regionali firmatari tra cui Capelli, Oppi, Ladu, La Spisa, Diana, Vargiu, Artizzu, attacca la revoca dei provvedimenti in materia di sanità deliberata nella seduta del 25 agosto scorso dalla Giunta Regionale e dall'assessore Dirindin. La revoca 'cancella' diverse delibere della precente Giunta tra le quali il provvedimento sulle linee di indirizzo per l’aggiornamento delle tariffe delle prestazioni di assistenza ospedaliera erogate in regime di ricovero (i DRG), quello sulle linee di indirizzo sulla riabilitazione globale e alcune attivazioni, trasformazioni o istituzioni di strutture locali specialistiche.
L’opposizione giudica illegittime le revoche fondate, si legge, “su motivazioni vaghe e generiche, non supportate da alcune indagine né attività istruttoria e che invadono politicamente la sfera gestionale della sanità”. “Queste decisioni – ricordano gli ex assessori alla Sanità Oppi e Capelli – accentuano la discriminazione verso la sanità in Sardegna dove le prestazioni di assistenza ospedaliera erano ferme ai parametri del 1994 meno il venti per cento”. In sintesi, in Sardegna curarsi costa meno e ciò comporta, a detta degli stessi, una diminuzione della qualità dei servizi. Le ragioni della revoca, continuano, “sono del tutto strumentali visto che la Regione è quintultima per spesa media pro-capite per sanità, ovvero 1229 euro ad abitante contro la media nazionale di 1357 euro”.
(admaioramedia.it)
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