SANITA', Giunta approva bozza preliminare Piano

3 giu. - La Giunta Soru ha approvato la bozza preliminare del Piano Sanitario Regionale predisposta dall’assessore regionale alla Sanità Nerina Dirindin. La bozza preliminare è stata condivisa dalla Conferenza permanente per la programmazione socio-sanitaria. Ora sarà oggetto di un confronto con i tutti i soggetti interessati ed entro un mese verrà approvato in via definitiva dalla Giunta, per poi passare all’attenzione della Commissione Sanità e dell’assemblea del Consiglio regionale che dovrà discuterlo e votarlo. Il Piano Sanitario 2006-2008 (che, insieme al Piano Sociale approvato dalla Giunta lo scorso 11 febbraio, costituisce il Piano Regionale dei Servizi Sociali e Sanitari) si articola di tre parti: obiettivi di salute, obiettivi di sistema e strumenti per il funzionamento del sistema. “L’assenza da vent’anni di un Piano Sanitario – sostiene l’Assessore Dirindin ci imponeva l’adozione di uno strumento snello per avviare azioni concrete””. “Tuttavia, il Piano compie delle scelte precise”, continua l’assessore, “con l’intenzione di innescare un processo virtuoso nella sanità sarda. La prima è quella di porsi degli obiettivi di salute e non solo di produzione di servizi. Abbiamo privilegiato le malattie di cui i sardi soffrono maggiormente o nella cui cura esistono carenze quali il diabete, le malattie rare, le demenze, la scelrosi multipla, le malattie cardiologiche, quelle reumatiche, i tumori e il disagio psichico. “Ma gli obiettivi del Piano sono anche quelli di giungere ad un riordino del sistema attraverso il lavoro in rete delle strutture e degli operatori che saranno chiamati a umanizzare il servizio sanitario”, spiega Dirindin. Il Piano propone una strategia per la riqualificazione dei servizi (attraverso l’adozione del modello dipartimentale) e il funzionamento in rete degli ospedali. Il Piano auspica una nuova politica della gestione del personale, punta sulla formazione degli operatori sanitari e sulla ricerca, fissa i principi l’accreditamento delle strutture assistenziali e propone l’istituzione di nuovi strumenti per l’innovazione e la conoscenza, come l’Agenzia regionale per la sanità, l’Osservatorio epidemiologico regionale, il Comitato per la bioetica. Si propone inoltre di ridisegnare il Sistema informativo regionale.