CONFCOOPERATIVE, Cirina riconfermato presidente regionale
2 apr. 2008 - E’ terminata con l’elezione per acclamazione del presidente uscente, Ennio Cirina, l’assemblea regionale di Confcooperative Sardegna riunita questa mattina all’Hotel Holiday Inn di Cagliari. Numerosi i rappresentanti delle istituzioni che hanno partecipato a partire dal presidente della Regione autonoma della Sardegna Renato Soru, con gli assessori all’Industria Concetta Rau e all’Agricoltura Francesco Foddis, e al presidente della Provincia di Cagliari Graziano Milia, che hanno tutti sottolineato l’importanza del mondo cooperativo in Sardegna.
Gli eletti al Consiglio regionale di Confcooperative Sardegna sono: Marcella Melis, Simon Pietro Murgia, Aldo Cau, Gianni Sanna, Giuseppe Eletti, Valentina De Candia, Piergiacomo Paola, Maria Lina Piga, Sandro Murgia, Roberto Savarino, Fabio Onnis, Antonio Mattana, Barbara Follesa, Marco Benoni, Stefano Pusceddu, Giuseppe Pittau, Pietro Paolo Di Giovanni, Vittore Nieddu Arrica, Antonello Pilloni, Fulgenzio Cocco, Luigi Vincis, Manfredi Mura, Pietro Lai, Luigi Chisu, Francesco Sanna.
I Collegio dei revisori dei conti è invece composto da Luigi Angius, Giovanni Maria Podda e Fabrizio Selenu.
Uno sguardo al futuro, con un occhio agli scenari nazionali e internazionali, l’ha rivolto il presidente della Confederazione cooperative italiane Luigi Marino. “Negli ultimi tempi”, ha spiegato durante il suo intervento, “abbiamo dovuto fare i conti con aumenti poderosi delle materie prime, ma addirittura anche dei prodotti agricoli. L’aumento della popolazione mondiale e i problemi legati alle risorse idriche, ad esempio, sono questioni internazionali, ma che inaspettatamente possono avere effetti sulle nostre attività nel breve periodo: dobbiamo essere in grado di rimanere sul mercato sapendo affrontare le sfide che ci troviamo ora ad affrontare”. Una richiesta è stata avanzata alle istituzioni che devono impegnarsi a rendere il Paese più competitivo: “Ma una competitività che sia di sistema”, ha sottolineato Marino. “Le cooperative hanno fornito un’impressionate dimostrazione di crescita. Ora smettere di dircelo perché alla lunga la depressione economica rischia di colpire anche noi”. Sono due i percorsi principali tracciati per affrontare le sfide del futuro: “I fatti dimostrano che soltanto le cooperative di medie e grandi dimensioni sono in grado di reggere: la strada della concentrazione è fondamentale con una cooperazione non più tra soci, ma tra cooperative che si mettono assieme. Altra questione fondamentale è il rafforzamento patrimoniale”. Non sono mancati i riferimenti al dibattito politico nazionale. “Noi siamo fuori dal campo di guerra: organizzazioni come la nostra devono essere autonome. Non è un caso che, a rispetto ad altri stiamo incontrando quasi tutte le forze politiche impegnate nella campagna elettorale”. (nm)(admaioramedia.it)
|
|
|