Carloforte: festival "Dall’Isola dell’Isola di una Penisola"
Dal 2 al 5 settembre si svolgerà a Carloforte, nell’isola di San Pietro, lungo la costa sud occidentale della Sardegna, l’ottava edizione di uno dei più suggestivi festival estivi italiani: Dall’Isola dell’Isola di una Penisola, organizzato dalla locale Associazione Botti du Schoggiu, per la direzione artistica della regista Susanna Mannelli. Una particolare e per molti versi unica combinazione di spettacolo, bellezza assoluta dell’ambiente in cui la manifestazione si svolge, e risorse culturali locali che si associano, integrandosi al programma artistico, e che trovano nella gastronomia una delle voci più interessanti. Una manifestazione che ha ormai conquistato un forte legame con i residenti e i numerosi vacanzieri che ogni estate affollano le vie dell’isola, sia per la caratteristica dei cartelloni, che spaziano dal teatro di strada alla musica, dall’arte del racconto agli spazi didatticamente stimolanti dedicati ai bambini, sia per la collocazione nell’affascinante cornice naturale offerta dall’isola di San Pietro e da Carloforte. Il festival si svolge nella parte nord del paese a pochi passi dal mare, salendo su per le strette stradine fino ad arrivare sotto le mura di cinta dove si trova uno dei quartieri più suggestivi di Carloforte, le "Casinee". E' in questo luogo di confine tra il paese antico e le recenti costruzioni, che da sette anni si svolge il festival Dall’Isola dell’Isola di una Penisola. Proprio lì...vicino, molto vicino alla bocca di vento maestro che congiunge il vecchio con il nuovo, Porta Leone. Le "Casinee" diventano in questi giorni il luogo dell'incontro artistico, culturale e sociale che ogni anno si veste di nuovi suoni, immagini, emozioni e sapori. Nelle sette precedenti edizioni sono numerosi gli artisti nazionali e stranieri che hanno calcato i diversi palchi allestiti nel paese: dal grande jazzista Antonello Salis, che sarà ospite anche quest’anno in coppia con il chitarrista Paolo Angeli, al percussionista siciliano Alfio Antico, da Mimmo Cuticchio agli Agricantus e ancora Ascanio Celestini, il nouveau cirque dei Rital Brocante, le magie del teatro di strada del Theatre en Kit a tanti altri ancora. E anche quest’anno il programma vedrà una miscela di parate teatrali, musica, ma anche cinema. Sempre maggiore attenzione è dedicata ai bambini. Per loro sono in programma sia laboratori sul circo che una vera e propria rassegna parallela a quella per il pubblico adulto.Tra gli artisti ospiti di questa ottava edizione, il Teatro Due Mondi, cui spettarà proprio il compito di aprire il festival con la nuovissima produzione dal titolo Oriente. Una delle più importanti compagnie italiane di teatro di strada, regolarmente invitata a partecipare ai principali festival di tutta Europa, propone una parata attraverso le magie dell’Oriente: costumi, musiche per uno spettacolo di grande fascino. ORIENTE è il racconto di un'avventura ispirata da un antico testo cinese (di cui Bertolt Brecht si è servito per il suo Cerchio di gesso del Caucaso), dove personaggi arrivano, escono e poi tornano (alcuni correndo e danzando su trampoli di diverse altezze, altri spingendo carretti e suonando strumenti) e dove le scene si susseguono e costruiscono una dopo l'altra un percorso d'attenzione attraverso la città. In un paese, in un lontano oriente di favola, un gruppo di contadini canta la canzone della propria vita che corre sotto il giogo del lavoro; il tiranno di questo paese non può sopportare che la ribellione covi nella miseria, così li stringe in un agguato e li uccide. Non tutti i contadini sono morti, tra i cadaveri sopravvive una donna col figlio. Due comici vecchi ambulanti decidono di aiutarla a sfuggire agli inseguitori: tutti e quattro sono subito messi alla prova dall'arrivo di una pattuglia di soldati. E tra inseguimenti, astuzie, risate e tenerezze, sospiri e sottili paure, il pubblico viene coinvolto e inglobato nello spettacolo: prima accompagna, cammina insieme agli attori perché viene invitato a seguire, poi interviene direttamente quando fisicamente si frappone a difendere il personaggio principale incalzato dagli inseguitori e diventa determinante nella scena della cacciata del tiranno. Così ci accorgiamo che forse anche noi, come i contadini dello spettacolo che non si sottomettono e si oppongono al potere, siamo o potremmo essere ribelli, noi che "nostra patria è il mondo intero" in anni di costruzione di muri, di confini e fili spinati. Perché la verità è che i confini non hanno mai diviso degli uguali (e in Europa siamo piuttosto uguali), ma sono serviti a tenere lontani i diversi. Grande appuntamento anche con la danza internazionale con Frey Faust. Statunitense, comincia a danzare e a presentare i primi spettacoli all'età di 8 anni. Invitato da Marcel Marceau alla scuola di mimodramma di Parigi, studia in seguito in California danza Afro-Haitiana, Aikido, Capoeira e percussioni. Negli anni '80 è a New York e lavora con le più celebri e interessanti compagnie di danza contemporanea: David Parsons, Donald Byrd, Randy Warshaw, Gina Buntz, Ohad Nahirin, Meredith Monk, Merce Cunningham, Stephen Petronio, Daniel Erzalov. Negli anni '90, accettando un invito del governo tedesco riceve una residenza presso il Werkstatt, di Düsseldorf, dove crea diversi spettacoli, presentati in Europa e all'estero. Da qualche anno risiede a Marsiglia, fonda e dirige la scuola "Turning point", centro per le arti. Iniziato alla pratica del contact improvisation e dell'improvvisazione da Nita Little, all'età di quattordici anni, oggi insegna questa pratica in tutto il mondo integrandola con la tecnica "Axis Syllabus", da lui elaborata.
(admaioramedia.it) |
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