ARGENTINA, Gemellaggio tra la Sardegna e la regione di Buenos Aires

12 lug. 2010 – L'assessore regionale del Lavoro, Franco Manca, ha incontrato, nei giorni scorsi, il Generale dell’Ordine dei Mercedari, Padre Pablo Bernardo Ordoñe, nella basilica di Nostra Signora di Bonaria a Cagliari.
Tema dell’incontro è stato il progetto di gemellaggio tra la Sardegna e la regione di Buenos Aires. Dalla municipalità della capitale argentina, infatti, attraverso le Federazioni degli emigrati sardi, è giunta alla Regione Sardegna la richiesta di un gemellaggio tra le due regioni autonome. L’istanza è stata inoltrata al Presidente Ugo Cappellacci, che ha colto con immediato favore la proposta, dando mandato all’assessore Manca di procedere alla realizzazione dell’iniziativa.
«L'idea - ha spiegato Manca - è nata durante una chiacchierata con i Padri Mercedari di Bonaria, in occasione del recente viaggio a Roma per l’udienza generale dal Papa. L’iniziativa sarà caratterizzata da due momenti, uno di valenza civile, sociale, economica e politica e uno più liturgico e religioso. Ho incontrato l’ambasciatore argentino presso la Santa Sede al quale il progetto è piaciuto. Vorremmo recarci a Buenos Aires con oltre un centinaio di pellegrini sardi nel maggio 2011, in occasione del mese mariano».
Padre Ordoñe ha accolto con entusiasmo la proposta ed ha ipotizzato la data del 25 maggio del prossimo anno, in quanto l'evento cadrebbe in occasione dei festeggiamenti del bicentenario della regione di Buenos Aires. «Sarebbe un primo appuntamento in preparazione magari del 2018 - ha spiegato il Religioso - quando l'Ordine dei Mercedari festeggerà in tutto il mondo l’ottocentesimo anniversario della sua fondazione».
I motivi per il gemellaggio sono molteplici, a cominciare dal fatto che una chiesa di Buenos Aires è dedicata proprio alla Madonna di Bonaria. Padre Ordoñe, successore del sardo Padre Giovannino Tolu, è nativo di Tucuman: anche in quella città ha sede un circolo di emigrati sardi particolarmente ricco di iniziative. (mp) (admaioramedia.it)