Sa DIE De Sa SARDIGNA, Con i circoli degli emigrati della Lombardia
4 mag. 2010 – Ricordare ogni anno il 28 aprile 1794 significa riscoprire le radici della propria storia e della propria cultura ed interpretarle non come un punto d’arrivo, ma di partenza.
Ed è con questa dottrina che si è svolta a Cinisello Balsamo la settima edizione de “Sa die de sa Sardigna” organizzata dai circoli degli emigrati sardi della Lombardia. Al rendez-vous, organizzato quest’anno dal circolo Amis (Alleanza Milanese Immigrati Sardi) di Cinisello Balsamo, hanno partecipato circa 400 persone giunte dalle altre associazioni che hanno contribuito alla concretizzazione. L’importante avvenimento realizzato in Lombardia, è divenuto nel corso degli anni l’appuntamento per eccellenza per la promozione e la divulgazione della cultura sarda. “Sa die de sa Sardigna”, che vuol ricordare la cacciata dei Piemontesi ad opera del popolo cagliaritano nel 1794, può essere assunta a simbolo della partecipazione dell’isola alla conquista tanto agognata della propria identità.
L’identità nell’era moderna del terzo millennio, caratterizzata dalla complessità del mondo globalizzato, può e deve essere concepita soltanto in relazione alla pluralità dei modi di vita e all’esigenza di progettualità e apertura. Presupposti che oggi rappresentano le lacune dell’isola. Che cosa deve fare un sardo e come deve intendere la propria identità? In questo senso, l’identità si deve formare nel territorio isolano in stretta connessione con le scelte e i comportamenti personali degli individui.
La giornata di Cinisello Balsamo è trascorsa attraverso un convegno nello straordinaria “Sala dei Paesaggi” di Villa Ghirlanda. Gli onori di casa sono spettati a Carla Cividini, Presidente del Circolo A.M.I.S. e ad Antonello Argiolas, coordinatore dei circoli degli emigrati sardi della Lombardia. Salvatore Cubeddu, sociologo e storico, ha intrattenuto i partecipanti con un’intensa relazione denominata “Dal Regno di Sardegna all’Unità d’Italia”. Molto apprezzato anche il recital teatrale “Sa die de s’acciappa” di Piero Marcialis, scrittore, regista e attore: un dramma storico che racconta con vivido realismo attraverso i suoi protagonisti più illustri, gli avvenimenti del 28 aprile 1794. Il saluto delle istituzioni è stato fatto da Luciano Fasano, Assessore alla Cultura del Comune di Cinisello Balsamo e da Fabio Altitonante, Assessore al Territorio della Provincia di Milano.
Subito dopo nella Chiesa di Sant’Ambrogio, si è svolta la SS. Messa celebrata da Padre Teresino Sebastiano Serra, Superiore Generale dei Missionari Comboniani, con l’accompagnamento di canti religiosi in lingua sarda. “Sa Die” a Cinisello Balsamo si è conclusa con le esibizioni in Piazza Gramsci del gruppo folk sardo del circolo “Amedeo Nazzari” di Bareggio, e quello piemontese “Menghin e Menghina” di Galliate, con l’applauditissimo concerto al Teatro Pax di Ambra Pintore. La nota conduttrice televisiva sarda per la rete “Videolina” ha presentato “Mùriga”, il suo primo disco che è il prodotto dall'incontro e dalla contaminazione di diverse culture musicali.
“Mùriga” significa mescolanza, e sta a indicare il valore positivo di tutto ciò che è impuro, meticcio, piacevolmente privo di un'identità troppo fiera di sé. (mp) (admaioramedia.it) |
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