MUSEO MAN, “Far Away so Close” all'aeroporto di Olbia
7 giu. 2011 – “Far Away so Close / Così lontano, così vicino” è il titolo dell’opera di Vincenzo Pattusi che segna l’esordio e suggella un accordo tra la Geasar e il Man di Nuoro, «nella convinzione che l’arte, con la sua pervasività, faccia sempre più parte della nostra vita – sostengono gli organizzatori – più che mai fuori dai confini del suo luogo per eccellenza, il museo, e fuori dai luoghi comuni, intesi sia in senso fisico che figurato. In questa accezione – proseguono i promotori – l’aeroporto è visto non più come “non luogo” ma come luogo in comune, come centro di una comunità in transito che lo abita anche se per pochi minuti o poche ore».
La collaborazione tra la Geasar e il Man è un punto di arrivo di un processo cominciato l’anno scorso, con i primi contatti per creare una nuova modalità di comunicazione nel terminal, e rappresenta anche un punto di partenza per lo sviluppo di ‘partnerships’ che avvicinino il mondo aeroportuale ad altri circuiti. La Geasar mette a disposizione una grande vetrina per riempirla di contenuti e consentirne la circolazione di idee e di nuovi visioni anche attraverso l’arte.
Vincenzo Pattusi vive e lavora a Nuoro. Ha 33 anni e, dopo la laurea in Storia dell’Arte e il master in conservazione e restauro, ha cominciato la sua collaborazione con il museo di Nuoro: si occupa dei laboratori didattici e della cura degli allestimenti. In contemporanea segue la sua passione artistica, iniziata in strada insieme ai writers, producendo mostre personali e partecipando a collettive in gallerie d’Arte sarde e italiane. Partecipa alla 54° Biennale di Venezia Regione Sardegna 2011. La Geasar ha cominciato la sua attività espositiva con il progetto Art-Port Gallery, che ha visto la nascita dello spazio museale nell’aprile del 2010 con la prima mostra dedicata all’archeologia in collaborazione con la Soprintendenza per i beni archeologici per le Province di Sassari e Nuoro: esposti eccezionalmente il frammento di una ruota dentata attribuita al Planetario di Archimede e i corredi funerari composti da ceramiche da tavola provenienti dal sottosuolo della città di Olbia e riferibili alla storia antica. Qualche mese più tardi è nato Art-Port Corner, che in questo mese di maggio è giunto all’ undicesima mostra di opere di artisti sardi. La parete che li accoglie è inserita all’interno del self-service e ha l’obiettivo di stimolare le sensazioni visive dei clienti seduti al Kara Food. L’ultima sezione, forse la più rilevante per dimensioni e prestigio, è l’ Art-Port Wall firmato nella sua prima mostra dal Museo d’Arte di Nuoro. Quest’ultima si compone di sei riproduzioni stampate su tela del lavoro figurativo di Vincenzo Pattusi, allestite su cornici poste nella Hall centrale che toccano la lunghezza di centotrenta metri lineari. (stefano cariello) (admaioramedia.it) |
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