admaiora@admaioramedia.it

13 gen. 2008 – Almeno quattro buone ragioni per contrastare la decisione del presidente Soru di offrire la Sardegna come discarica dei rifiuti campani. 1) Di ordine tecnico: non è chiaro quale materiale venga fatto sbarcare. Probabilmente si tratta di materiale non preselezionato, indifferenziato, comprendente ogni sorta di rifiuto, anche il più tossico. E l’Amministrazione regionale non sembra avere approntato una metodica di smaltimento che tenga conto della molteplicità dei rifiuti. 2) Di ordine igienico sanitario-ambientale, diretta conseguenza della prima: non si vede come lo smaltimento inappropriato dei rifiuti rappresenti un serio e comprovato rischio sanitario in Campania e non comporti lo stesso rischio per la salute dei sardi. 3) Le motivazioni, neanche tanto velatamente ipocrite, del presidente Soru che afferma di volere manifestare solidarietà alla Campania. La solidarietà si offre volentieri ai bambini affamati, alle popolazioni in guerra, alle vittime di delitti efferati, ecc. Non si offre ad amministratori che hanno male operato: nella migliore delle ipotesi per incapacità o imperizia, nella peggiore per gravi colpe per le quali dovrebbero rispondere davanti al giudice o davanti al popolo sovrano. Una solidarietà sospetta quella che tenta di distogliere l’attenzione dal triste spettacolo del rimpallo di responsabilità cui si sta assistendo rispetto a questo ulteriore grave problema della nostra Italia. E diventa connivenza quando la si usa per diluire il peso di quelle responsabilità, gravi e in capo, esclusivamente, ai cattivi amministratori campani. Né può essere la risposta all’aspettativa della popolazione campana di liberarsi dei suoi pessimi governanti. L’opinione pubblica è stufa di essere presa per il naso da cattivi amministratori che rimangono sempre impuniti qualsiasi cosa facciano o non facciano e riversano sui cittadini inermi il peso di quelle responsabilità non onorate. 4) Di natura politica: totale censura verso una decisione che il presidente Soru, per affermazione dei suoi stessi alleati, ha assunto in completa solitudine (in coerenza con la sua vocazione totalitaria). Viene da chiedersi quale sia la posta in palio e se ci sia veramente qualcosa di così importante per ottenere la quale si sacrifica la cura e l’amore per la propria terra. Che duplice iattura sarebbe averlo di nuovo in quello scranno, avendo anche assistito alla trasformazione della nostra bella isola in una grande discarica. Infine non può essere sottaciuto il significato simbolico legato a tutta questa vicenda. Una terra, la Sardegna, che da isola della bellezza e dagli intensi profumi arcaici, sarà stata trasformata, proprio da colui che per mandato popolare avrebbe dovuto proteggerla e tutelarla, in un paese impoverito da una politica ostile, svalorizzato dalla incuria dei suoi amministratori e, infine, abbruttito da rifiuti olezzanti che neanche la camorra napoletana vuole più gestire.
Noemi Sanna – Coordinatrice Circoli della libertà di Sassari
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APERTIS VERBIS

 I LETTORI SCRIVONO: Rifiuti campani: “Quattro buone ragioni per dire no


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13 gen. 2008 – Almeno quattro buone ragioni per contrastare la decisione del presidente Soru di offrire la Sardegna come discarica dei rifiuti campani. 1) Di ordine tecnico: non è chiaro quale materiale venga fatto sbarcare. Probabilmente si tratta di materiale non preselezionato, indifferenziato, comprendente ogni sorta di rifiuto, anche il più tossico. E l’Amministrazione regionale non sembra avere approntato una metodica di smaltimento che tenga conto della molteplicità dei rifiuti. 2) Di ordine igienico sanitario-ambientale, diretta conseguenza della prima: non si vede come lo smaltimento inappropriato dei rifiuti rappresenti un serio e comprovato rischio sanitario in Campania e non comporti lo stesso rischio per la salute dei sardi. 3) Le motivazioni, neanche tanto velatamente ipocrite, del presidente Soru che afferma di volere manifestare solidarietà alla Campania. La solidarietà si offre volentieri ai bambini affamati, alle popolazioni in guerra, alle vittime di delitti efferati, ecc. Non si offre ad amministratori che hanno male operato: nella migliore delle ipotesi per incapacità o imperizia, nella peggiore per gravi colpe per le quali dovrebbero rispondere davanti al giudice o davanti al popolo sovrano. Una solidarietà sospetta quella che tenta di distogliere l’attenzione dal triste spettacolo del rimpallo di responsabilità cui si sta assistendo rispetto a questo ulteriore grave problema della nostra Italia. E diventa connivenza quando la si usa per diluire il peso di quelle responsabilità, gravi e in capo, esclusivamente, ai cattivi amministratori campani. Né può essere la risposta all’aspettativa della popolazione campana di liberarsi dei suoi pessimi governanti. L’opinione pubblica è stufa di essere presa per il naso da cattivi amministratori che rimangono sempre impuniti qualsiasi cosa facciano o non facciano e riversano sui cittadini inermi il peso di quelle responsabilità non onorate. 4) Di natura politica: totale censura verso una decisione che il presidente Soru, per affermazione dei suoi stessi alleati, ha assunto in completa solitudine (in coerenza con la sua vocazione totalitaria). Viene da chiedersi quale sia la posta in palio e se ci sia veramente qualcosa di così importante per ottenere la quale si sacrifica la cura e l’amore per la propria terra. Che duplice iattura sarebbe averlo di nuovo in quello scranno, avendo anche assistito alla trasformazione della nostra bella isola in una grande discarica. Infine non può essere sottaciuto il significato simbolico legato a tutta questa vicenda. Una terra, la Sardegna, che da isola della bellezza e dagli intensi profumi arcaici, sarà stata trasformata, proprio da colui che per mandato popolare avrebbe dovuto proteggerla e tutelarla, in un paese impoverito da una politica ostile, svalorizzato dalla incuria dei suoi amministratori e, infine, abbruttito da rifiuti olezzanti che neanche la camorra napoletana vuole più gestire.
Noemi Sanna – Coordinatrice Circoli della libertà di Sassari
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