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SARDI nel MONDO
RADICI SARDE, Fabiana Magalì Misses Serra
10 ott. 2011 – Il suo nome è Magalì Fabiana Misses. Ha nel cognome materno Serra, la sua mal celata sardità. Già, perché la giovane sardo – argentina, nata nel 1986 a San Isidro un sobborgo di Buenos Aires, ha nel suo cuore la Sardegna. Ed è da questa ricerca delle origini, che la matassa della sua vita, si dipana con caparbietà. Qualità, che fa parte del suo modo di essere. Magalì ama sottolineare questo aspetto della sua famiglia d’origine soprattutto in Argentina.
Serra è il cognome di mia mamma, anche se non è scritto nel documento nazionale d’identità, lo uso comunque perché lascia in evidenza la mia discendenza sarda.
E del nonno Domenichino, nato a Tresnuraghes nel 1934, che Magalì ha perso quando era ancora molto piccola, sono tanti i racconti che parlano di lui e dell’isola della vasta comunità dell’emigrazione sarda che vive a Buenos Aires. Magalì si è diplomata in Umanità e Scienze Sociali nel 2003 al Collegio Santa Isabel. E per diversi anni ha studiato l’italiano alla “Dante Alighieri di San Isidro”. Attualmente studia Grafica Pubblicitaria all’Università di Buenos Aires (UBA). Come ama sottolineare lei stessa, “sento dentro di me la vocazione per il teatro e tutto quello concerne la recitazione”. Ed è anche da questo fattore che è nato il suo dialogo con il circolo “Radici Sarde” di San Isidro, dove lei è responsabile dei giovani.
Magalì, ci parla della vita del circolo nel nord di Buenos Aires.
La storia del nostro circolo comincia grazie alla forza e il sentimento di un gruppo di persone coraggiose, soprattutto donne.
Una evoluzione continua dal 1998 in cui si sono intrecciate vicissitudini ed incontri più o meno casuali che hanno portato alla fondazione del “Radici Sarde” in cui appare palese come sia stato determinante il ruolo della donna nei quadri dirigenziali.
Una delle fondatrici, Susana Manca, è professoressa di Espressione Corporale e nell’anno della fondazione, il 2000, aveva organizzato un corso per i discendenti sardi. Tanti ragazzi lo hanno frequentato. Da lì è nato un grandissimo legame fra tutti noi. In quel frangente ho avverato il desiderio artistico della recitazione, attraverso la musica e il ballo.
Magalì racconta come un fiume in piena, le tappe importantissime che hanno caratterizzato il percorso del “Radici Sarde”, come la sede propria nel 2005, e i presidenti che hanno accompagnato questo percorso: da Pablo Fernandez Pira per due legislature all’attuale presidente Anna Ruiu. E poi la recitazione.
Ho continuato a studiare teatro con un gruppo giovanile del comune al cui appartengo. Ho avuto la possibilità di realizzare diverse opere di teatro, cortometraggi e ho lavorato nella televisione argentina. Facevo parte del cast di uno dei programmi comici più visti in Argentina.
La svolta per Magalì, in riferimento al circolo sardo c’è stata nel 2006 quando Juan Morello Coga, attore e direttore di teatro nonchè socio fondatore del “Radici Sarde”, ha costituito un gruppo teatrale costituito dai soci.
Da quel momento in poi, abbiamo avuto la possibilità di forgiare un bellissimo gruppo di attori e amici sardi, di creare delle bellissime manifestazioni e opere di teatro, e soprattutto di partecipare ad eventi importantissimi a livello comunale e provinciale. Sono già tre anni che ci contatta il Governo di Buenos Aires per prender parte alla loro manifestazione chiamata “Teatro por la Diversidad” nella quale si presenta un’opera per ogni associazione di immigrazione straniera presente in Buenos Aires, e attraverso il nostro gruppo rappresentiamo non solo la Sardegna, ma tutta la comunità italiana.
Ed in questa chiacchierata, è d’obbligo parlare del film “Destinu Argentina” dove Magalì Misses è attrice protagonista.
Senza dubbio, una delle esperienze più belle vissute in questi anni, è stata la realizzazione del nostro cortometraggio. Tutto è cominciato da una iniziativa- concorso della Cineteca Sarda rivolta ai circoli dei sardi nel mondo. Juan Morello Coga, ha presentato un copione, la sua storia ricordava gli sposalizi per procura che si realizzavano intorno agli anni ’50. Abbiamo ottenuto una menzione speciale per la quale il comune di Asuni ci ha dato una parte del finanziamento. L’esperienza vissuta è stata fantastica: con Pablo Fernandez Pira abbiamo avuto l’onore di poter dare vita ai protagonisti della storia che ha preso forma dai racconti dei nostri genitori, nonni e bisnonni sardi.
Per Magalì questo è un periodo di riscoperta delle proprie radici.
Da piccola ho sentito parlare della Sardegna, vedevo foto di tanti paesaggi meravigliosi, di strade strette, di case antiche, dei nuraghi, dei gioielli sardi e dei costumi tipici appesi al muro del circolo, nel libri, nei video e sembrava quasi una favola questo posto così lontano e incantevole, quanto misterioso.
Nel 2008 l’associazione di tutela FILEF ha organizzato un corso a Cagliari dedicato ai giovani discendenti di origine sarda. Magalì quasi per gioco e anche un po’ per caso, dopo aver mandato la domanda di partecipazione, viene ammessa al corso di due settimane che si è svolto in Sardegna.
La felicità che ho provato in quel momento non la posso descrivere, ma non è stata nulla in confronto a quello che ho provato quando ho visto dall’aereo i confine dell’isola. Era la prima volta che andavo in Sardegna e tutto sembrava un sogno. Quei giorni a Cagliari, sono stati i più eccitanti della mia vita, non solo per aver conosciuto la Sardegna, ma anche per essermi relazionata con tantissimi giovani di origine sarda provenienti da paesi diversi.
Magalì, di origine abruzzese di parte paterna, ha avuto modo in quell’occasione di visitare anche quei luoghi. E lì ha anche scoperto l’amore: uno di quegli amori a distanza, separati nel suo caso da un oceano. Pensando a lui, Magalì sospira.
Un giorno proveremo a sistemare i nostri destini per stare insieme.
Successivamente le esperienze nel 2010 e 2011: il viaggio in camper nell’entroterra sardo insieme ad altri quattro ragazzi di origine sarda dell’Argentina e degli Stati Uniti, dove è stato analizzato nei contatti con la popolazione locale, il fenomeno dell’emigrazione e poi il recente Meeting dei giovani sardi nel mondo. Per Magalì, un ricco mosaico di esperienze indimenticabili che hanno lasciato traccia indelebile nel suo animo dell’importanza della Sardegna nella sua vita e nella sua quotidianità. Ma il suo pensiero prima di concludere è sempre per quel nonno pressoché mai conosciuto, per riscoprirne i luoghi e le origini della “sua” amata isola.
Dopo il viaggio in camper, sono andata per conto mio a Tresnuraghes, a conoscere finalmente il paese di mio nonno e a conoscere i parenti. Una grande emozione vissuta tra lacrime e vecchie fotografie dei miei nonni e di mia mamma in bianco e nero.
Magalì ci parla dei suoi sogni per il futuro.
Sarebbe bello avere la possibilità di dare continuità a quanto cominciato nel Meeting del 2011, con nuovi confronti generazionali per poter dar continuità alle associazioni sarde degli emigrati. E poi, ed è il sogno più grande, portare un giorno il gruppo teatro del “Radici Sarde” a recitare le nostre opere in Sardegna. (Massimiliano Perlato) (admaioramedia.it) |
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