DAL PALAZZO

 REGIONE, L'assessore Liori vuole arginare l'emergenza psichiatria


16 giu. 2009 - «La psichiatria sarda vive una situazione di vera e propria emergenza. Una condizione che si ripercuote inevitabilmente sugli assistiti e sugli operatori». Ha esordito con queste parole l'assessore regionale alla Sanità Antonello Liori presentando la Commissione tecnica di salute mentale, organo presieduto da Nereide Rudas, maestra della scienza psichiatrica e direttrice della clinica psichiatrica dell'Università di Cagliari dal 1974 al 2000. La Commissione avrà il compito di elaborare e proporre un nuovo piano di assistenza psichiatrica, verificando soprattutto la conformità della rete esistenze alle reali necessità del territorio. Sono infatti circa 22.000 i pazienti in cura presso i centri di salute mentale isolani, un numero tuttavia destinato a crescere considerati gli ultimi studi epidemiologici che segnalano una forte impennata dei disturbi dell'umore nella popolazione sarda. Inoltre, l'Isola detiene anche un triste record, è la regione italiana con il più alto tasso di suicidi, fenomeno che riguarda in particolar modo i detenuti. È anche alla popolazione carceraria che intende rivolgersi l'Assessorato: «Abbiamo pensato a qualcosa di innovativo – ha dichiarato Liori - un progetto che impedisca ai colpevoli di reato ritenuti socialmente pericolosi di essere destinati agli ospedali psichiatrici giudiziari».
Le misure di sicurezza riguardanti residenti in Sardegna possono essere scontate solo nelle strutture presenti sul Continente, una situazione che aggrava il disagio dei malati e dei loro familiari. La professoressa Rudas ha poi precisato che «la Commissione intende correggere quello che è il radicalismo che si riscontra nel dibattito tra le diverse scuole di pensiero in campo psichiatrico. Il malato deve essere seguito caso per caso, il tutto deve però avvenirte senza confondere la psichiatria con una scienza sociologica». L'Assessore regionale ha poi ricordato che uno dei principali obiettivi della Commissione è impedire che il malato venga percepito come un emarginato, si dovranno rendere più civili i centri di salute mentale disseminati per le otto province sarde. Secondo le previsioni, la Commissione sarà in grado di emanare le prime linee guida tra poco più di sei mesi, un tempo che dovrebbe permettere di esaminare la situazione attuale e di attuare le prime contromisure. L'Assessorato dovrà poi occuparsi del gravoso problema dei Trattamenti sanitari obbligatori (TSO), uno dei trattamenti che da solo assorbe la maggior parte delle criticità. (mm) (admaioramedia.it)


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