DAL PALAZZO

  REGIONE, Presto in Consiglio questione Esaf


16 mar. - I problemi legati al futuro dei lavoratori dell’Esaf, l’Ente sardo acquedotti e fognature, che gestisce la distribuzione dell’acqua potabile in quasi tutti i comuni dell’isola, saranno affrontati in “tempi brevi”. Lo hanno assicurato i capigruppo consiliari ad una folta delegazione di rappresentanti sindacali, preoccupati per il destino di quasi 600 dipendenti di un Ente “storico” che sarà “inglobato” nella nuova struttura del gestore unico del servizio idrico sardo, nel corso di un incontro sollecitato proprio dai dirigenti di tutte le sigle sindacali presenti all’interno dell’Esaf.
La Giunta regionale ha presentato, nei giorni scorsi, un disegno di legge apposito, ma le norme predisposte dall’assessore degli Affari generali hanno sollevato perplessità e timori. I sindacalisti hanno, inoltre, ricordato come il passaggio da una gestione pubblica ad una di “tipo privatistico” porterà ad un notevole aumento dei prezzi al consumo, con disagi per gli utenti, ed il rischio di “far perdere ai lavoratori, che passeranno alla nuova società, qualifiche e diritti acquisiti in tanti anni di lavoro”. Secondo i sindacalisti i prezzi rischiano di salire a cifre anche dieci volte superiori, negando o rendendo troppo oneroso “un diritto”, come ormai viene riconosciuto in molti paesi europei.
Preoccupazioni e timori che saranno, comunque, fugati in tempi brevi, hanno concordato i commissari assicurando i rappresentanti dei dipendenti dell’Esaf che il dl dell’esecutivo sarà esaminato con grande attenzione e si cercheranno le opportune intese.
In tutti i casi, hanno confermato i capigruppo presenti all’incontro, i diritti acquisiti dovranno essere garantiti, come saranno tutelate le professionalità e tutte le garanzie sindacali conquistate in anni. L’obiettivo è una razionalizzazione dell’intero comparto, per ridurre perdite e sprechi. (nm)
(admaioramedia.it)


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