DAL PALAZZO

 REINSERIMENTO SOCIALE, Sardegna capofila nazionale del Progetto Reli


7 mag. 2010 – Il Dipartimento per le Politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha scelto la Sardegna come Regione capofila nell’attivazione del Progetto Reli (Reinserimento lavorativo integrato), rivolto, appunto, al reinserimento siocio-lavorativo degli ex tossicodipendenti.
«E’ un riconoscimento al modello sardo nell’affrontare il problema – ha spiegato il Capo Dipartimento, Giovanni Serpelloni, presentando il Progetto, assieme all’assessore regionale alla Sanità ed Assistenza sociale, Antonello Liori – dalla Sardegna partirà un’ondata virtuosa che porterà a creare un network di progetti a livello nazionale».
La Regione ha infatti deciso di attivare il progetto, il cui finanziamento è di 8,5 milioni di euro, assumendone il coordinamento nazionale. “Reli” durerà 2 anni, con possibilità di finanziamento per un’altra annualità, in base ai risultati ottenuti. «Il Progetto, che la precedente Amministrazione aveva trascurato, per noi rappresenta un’opportunità – ha voluto precisare l’Assessore Liori (foto) – un cambio di mentalità nelle politiche attive antidroga. Abbiamo raddoppiato negli anni la spesa in favore dell’assistenza sociale, alla faccia di chi strumentalmente afferma il contrario, ed anche il budget del Progetto sarà integrato con ulteriori fondi regionali».
La finalità dell’iniziativa è quella di aiutare le Comunità che già operano nel recupero degli ex tossicodipendenti a diventare autosufficienti, ad autofinanziarsi proprio attraverso il reinserimento lavorativo dei ragazzi in difficoltà. L’idea di fondo è di portare la managerialità nel sociale, superando l’assistenzialismo legato alle possibilità contingenti del bilancio pubblico. «Attraverso la costituzione di gruppi territoriali, composti da cooperative sociali, servizi pubblici ed amministrazioni locali – ha spiegato Serpelloni – l’evolversi del progetto sarà seguito in tutte le sue fasi e, sono certo, si arriverà al rientro dell’investimento».
«Il binomio cura e reinserimento – hanno aggiunto Don Chino Pezzoli della cooperativa “Promozione umana” e Padre Salvatore Morittu di “Mondo X Sardegna – è sempre stato un fondamento delle nostre comunità, che hanno assegnato un’importanza decisiva alla creazione di professionalità, indispensabili per riqualificare veramente le persone. Ora, occorre organizzarsi con mentalità imprenditoriale». L’Assessorato regionale ha voluto affidare proprio ai due religiosi la responsabilità operativa del programma, affiancando loro Antonio Crastu e Roberto Pirastu, rispettivamente responsabili del Serd di Quartu Sant’Elena ed Iglesias.
«Ringrazio la Regione che ha creduto nell’iniziativa – ha concluso Liori – tanto da destinarci un locale, recentemente liberatosi, che diventerà la futura sede operativa dell’intero Progetto». (cp) (admaioramedia.it)


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