DAL PALAZZO

 CENTROSINISTRA, Proposta di legge per dichiarare la Sardegna “territorio denuclearizzato”


10 feb. 2010 – «La Regione Sardegna dichiara il territorio regionale “denuclearizzato” e precluso alla presenza di impianti nucleari, all’insediamento di siti per il deposito e lo smaltimento di rifiuti nucleari ed al transito, anche temporanei di materiali nucleari».
Lo dichiara il primo articolo della proposta di legge illustrata questa mattina dal primo firmatario Giampaolo Diana (Pd), a nome di tutti i Gruppi del Centrosinistra. Una legge breve (soli quattro articoli) per sancire con una norma il “No alle centrali nucleari” nell’imminenza della riunione del Consiglio dei ministri per la decisione sulla localizzazione delle nuove centrali già previste dal Governo.
«Abbiamo il dovere morale, oltre che politico – ha detto Giampaolo Diana – di difendere la volontà dei sardi che sono nella stragrande maggioranza contrari alle centrali nucleari: oltre il 73% secondo un recente sondaggio. Occorre, è stato detto che il Consiglio sia capace di una vera volontà di autoderminazione e sappia contrastare l’azione dello Stato.Noi siamo pronti a fare di tutto – ha concluso Diana – per impedire che le centrali vengano realizzate in Sardegna contro la volontà dei sardi».
In precedenza Mario Bruno (Pd), aveva ricordato che di fronte ad un carico di servitù militari sul territorio sardo di oltre il 60 per cento rispetto al complesso, quella delle centrali sarebbe un’ulteriore servitù inaccettabile.
Per Claudia Zuncheddu (Comunisti-Sinistra sarda-Rossomori) «il “No al nucleare in Sardegna è assoluto. La Sardegna in tal modo è al centro della strategia della guerra. Già dodici regioni hanno opposto il loro rifiuto - ha affermato - ma Cappellacci è assente». Anche Daniele Cocco (Idv) ha sottolineato che «questa legge è un dovere politico e morale» ed ha approfondito alcuni dei temi di fondo a sostegno del no al nucleare.
L’auspico, è stato sottolineato dai proponenti, è che ora la legge possa passare rapidamente all’aula per una approvazione unanime. (cp) (admaioramedia.it)


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