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DAL PALAZZO
TURISMO, Cuccureddu: «Nuova legge per razionalizzare e riformare il settore»
2 feb. 2010 – Con l’obbiettivo di disciplinare il settore turistico e dell’ospitalità in Sardegna, i consiglieri regionali del Gruppo misto, Franco Cuccureddu, Massimo Mulas e Mario Floris, hanno presentato stamane una proposta di legge di riordino dell’intero comparto.
Partendo dal presupposto che le leggi del settore sono vecchie di più di vent’anni, i Consiglieri hanno inteso produrre una proposta che «raccolga in un testo unico le norme che, al contempo, razionalizzino e riformino il sistema turistico, favorendo, così, un nuovo modello di sviluppo».
«Nella stesura della legge ci siamo affidati a professionalità di indubbia competenza – ha chiarito Cuccureddu, affiancato, appunto, durante la presentazione alla stampa, dal professor Francesco Morandi, docente di economia turistica all’Università di Sassari, da Giorgio Maccioccu, presidente di Federalberghi e Confturismo di Sassari e dall’imprenditore Gualtiero Cualbu – che ci hanno aiutato a capire un mercato turistico ormai cambiato dal ricorso massiccio ai voli low-cost, dalla nascita dei numerosi Bed & Breakfast e Agriturismo e per il quale nuove devono, pertanto, essere le norme che ne disciplinano le attività» .
E’ entrato nel dettaglio della proposta di legge Francesco Morandi, dell’Università di Sassari. «E’ necessario un riordino in primis nella denominazione delle strutture ricettive – ha spiegato il Docente – in modo che queste operino con regole chiare e certe, uguali per tutti, al fine di garantire, da un lato, una giusta concorrenza, dall’altro, la massima tutela dei consumatori. Lavorando sulle regole, infatti, si lavora anche sul prodotto».
Scopo dichiarato della proposta di legge è quello di far emergere il sommerso, trasferire, quindi, la ricchezza sul territorio attraverso nuove politiche, anche sulle seconde case. «Bisogna irrigidire le norme che consentono ai privati di mettere sul mercato le proprie case – ha proseguito Morandi – imponendo ai proprietari di comunicare, prima, al Comune competente l’intenzione di affittare l’immobile, quindi, alla Provincia i dati sul movimento dei clienti. Così, si potrebbero recuperare molte risorse, che ora si perdono nel nero, e si avrebbero dati non falsati sulle presenze turistiche nel territorio».
Per i proponenti la legge bisogna uscire, inoltre, dalla pretesa che tutta l’Isola possa vivere di turismo, ma puntare su alcune zone a maggiore vocazione, attraverso l’istituzione, ad esempio, dei «borghi ospitali: località caratterizzate dalla presenza di una comunità viva e da attrazioni turistiche, che favorirebbero, tra l’altro, il recupero delle zone interne della Sardegna ed una destagionalizzazione dei flussi».
L’iniziativa, insomma, è quella di una legge di settore «leggera» che possa essere integrata e completata dalle eventuali proposte della Giunta regionale e che abbia come idea di base quella di «spostare l’asse dall’improvvisazione alla professionalità». (cp) (admaioramedia.it)
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