DAL PALAZZO

 HANDICAP, Cammino comune tra assessorato Sanità ed Associazioni assistenza disabili


26 gen. 2010 – L’Assessore regionale dell'Igiene e Sanità e dell'Assistenza sociale, Antonello Liori, ha incontrato i rappresentanti delle due Federazioni delle associazioni operanti in Sardegna nel campo della disabilità: la Fand (Anmic, Anmil, Ens, Uic, Unms) che opera per il recupero e l'integrazione dei disabili in ogni settore della vita sociale per il conseguimento della loro autonomia e la Fish, alla quale aderiscono 25 associazioni che operano per il superamento dell'handicap.
«Ho concordato con le Federazioni che rappresentano il mondo della disabilità – ha chiarito Liori al termine dell’incontro – di cominciare il cammino verso una rivisitazione complessiva dei criteri e dei parametri per i finanziamenti dei piani personalizzati della 162, previsti dal “Fondo per la non autosufficienza” oltre all’attivazione di un sistema di controllo che possa evitare gli abusi».
Durante l’incontro è emerso, infatti, come la crescita esponenziale delle domande abbia creato una situazione insostenibile per il futuro ed è prevedibile che le domande possano aumentare di migliaia in migliaia anno dopo anno. Perciò, le Federazioni hanno accolto la proposta di rivisitazione, a partire dalla scheda di valutazione tecnica dei progetti, affinché sia ripristinata la ratio originaria della 162 che intendeva favorire l’autonomia del disabile attraverso un percorso personalizzato da finanziare ed hanno proposto l’istituzione di una Commissione (composta da tecnici e dai rappresentanti della Regione, delle Asl, dei Comuni e delle associazioni) che possa valutare i progetti e monitorarne l’impatto sociale e la corretta applicazione.
«Come auspicavo, sono arrivati alcuni importanti suggerimenti, che hanno tenuto conto anche delle esigenze della Regione, che non può certo occuparsi della distribuzione dei finanziamenti – ha proseguito Liori – ma deve disegnare la cornice normativa all’interno del quale vanno centrati gli obiettivi della legge. Purtroppo, oggi la 162 è diventata l’ombrello normativo di troppe situazioni differenti che le hanno fatto perdere le finalità originarie, creando situazioni di disagio soprattutto per chi ha maggiormente bisogno di assistenza. Dobbiamo realizzare un modello, disegnato sui bisogni della persona – ha chiarito – che abbia pochi margini di interpretazione soggettiva ed eviti le numerose storture, segnalate dalle associazioni, nell’applicazione odierna della 162. Per raccogliere altri contributi – ha concluso – nei prossimi giorni incontrerò l’Anci e le associazioni dei familiari dei disabili». (cp) (admaioramedia.it)


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