4 giu. – REFERENDUM, “No alla consultazione equivoco”

Il referendum regionale del 12 e 13 giugno prossimi è stato battezzato “Referendum sulle scorie”, ingenerando demagogicamente un equivoco di fondo sulla sua reale portata. Lo sostiene COonfindustria Sardegna che aggiunge che il termine, “scorie nucleari, in realtà tratta della possibilità di utilizzare quale materia prima i residui di lavorazione provenienti da altre aziende, anche non sarde. Tale utilizzo è specificamente previsto, consentito e normato da leggi, a garanzia e tutela della salute dei cittadini, dell’ambiente e dei lavoratori e riduce il quantitativo di rifiuti da smaltire” prosegue l’Associazioni”.
“La Sardegna non è la pattumiera d’Italia e si rispettano oggi le più avanzate norme europee di tutela ambientale” prosegue l’Associazione.
“Impedire il recupero dei residui di lavorazione di aziende extraregionali provocherebbe un danno ambientale per la nostra regione e per l’intero pianeta, perché spingerebbe, anziché al riutilizzo, allo sfruttamento diretto delle risorse naturali con un forte impatto sul territorio”
Confindustria considera il referendum è“un gravissimo errore politico, economico ed ambientale e la vittoria dei si indurrebbe danni difficilmente recuperabili per il nostro sistema produttivo, per l’ambiente e per l’occupazione”.
“Chiediamo – conclude il comunicato - alla Giunta e al Consiglio Regionale, ai Movimenti ed ai Partiti della Sardegna di recuperare immediatamente ruolo e responsabilità politica assumendo impegni concreti nelle sedi e con le modalità tecniche opportune. (nm)
(admaioramedia.it)